In Italia, la pesca per trovare soluzioni ai rifiuti plastici in mare

Serie dedicata alla plastica. Quasi 600.000 tonnellate di plastica vengono scaricate ogni anno nel Mediterraneo. 19h30 /2 min. / 18 giugno 2019 Con 7600 chilometri di costa, l’Italia è particolarmente colpita dall’inquinamento causato dai rifiuti di plastica. Ma i cittadini hanno iniziato a impegnarsi nella pulizia delle spiagge e dei fondali marini.

Sogliola, seppie, crostacei e plastica. Un sacco di plastica. Ogni giorno, a San Benedetto del Tronto, 87 chilometri a sud di Ancona, Carlo Governatori riporta nelle sue reti tra i 10 e i 15 chili di rifiuti.

Il pescatore – 43 anni in mare al suo attivo – sta partecipando ad un programma pilota per la raccolta e l’analisi degli oggetti che si accumulano sul fondo marino, con circa 40 colleghi. In una settimana, i pescherecci da traino raccolgono fino a una tonnellata di rifiuti in gran parte generati da attività ricreative e turistiche e dalla pesca professionale.

Adeguamento della legge

San Benedetto del Tronto, sulla costa adriatica. [Screenshot – Google Maps]Eppure, in teoria, a questo gruppo di pescatori non è nemmeno permesso di riportare questa spazzatura in questo porto. Potrebbero persino essere accusati di trasporto illegale di rifiuti.

“Dobbiamo cambiare le leggi in modo che ogni pescatore di questo paese e, spero, in tutta Europa, possa fare lo stesso”. Dobbiamo usarli. Sono disposti a farlo, dobbiamo renderglielo più facile”, insiste Fernanda De Donno, project manager di Clean Sea Life, che mira ad aumentare l’attenzione pubblica sulla quantità di rifiuti in mare.

Coinvolgimento dei cittadini

Il progetto Clean Sea Life, cofinanziato dall’Unione Europea, conta 300.000 persone in Italia. Almeno 20.000 di loro hanno firmato un manifesto in cui si impegnano ad adottare un atteggiamento più rispettoso e a contribuire al risanamento delle coste e dei fondali marini.

Così, più volte alla settimana, l’ecologista Sisto Bruni si offre volontario per ripulire l’area. “Dal grande al piccolo, c’e’ tutto. Sistematicamente, il giorno dopo, troviamo altri oggetti: macro-plastica, micro-plastica, micro-plastica, poliuretano, polistirolo”, commenta martedì il presidente del capitolo locale di Legambiente alle 19:30.

Inquinamento da record

In questo porto marchigiano, come altrove in Italia, pescatori, sommozzatori, nuotatori e cittadini si mobilitano contro l’inquinamento della regione, secondo un rapporto del WWF pubblicato all’inizio di giugno, 600.000 tonnellate di plastica finiscono ogni anno nel Mediterraneo, con effetti dannosi per l’ambiente e l’economia.

È giunto il momento di essere coinvolti e di adottare ogni giorno diversi modi di riciclare i vostri oggetti e rifiuti per preservare il nostro pianeta.